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Storia locale


Adagiata sul versante ovest dei colli Euganei e comprendente pure il Monte Venda panorama(M. 603), la località si estende nella sottostante pianura fino al canale Bisatto, che segna il confine del comune con la provincia di Vicenza.
Trae il nome dall'antica VADUM romana - Vadum significa anche "porto fluviale" - era infatti un importante luogo di commercio e di scambi sull'Adige.
Il fiume infatti si biforcava poco a monte di Este ed il suo ramo secondario circuiva tutto il massiccio dei Colli Euganei, lambendo il Monte della Madonna per dirigersi verso Bovolenta dove si riuniva al ramo principale per defluire poi nell'Adriatico.

Nel 589 durante la dominazione longobarda, il fiume ruppe presso Minerbe (VR) e lasciato scorrere libermente nella pianura si scavò l'alveo attuale.
Il luogo, nel Medioevo, diede origine alla nobile famiglia dei "DA VO'" che vi possedeva un castello; un altro castello, dei Maltraversi, sorgeva in località Castellaro ma non ne resta che qualche scarsa rovina.
Nel XVII secolo la Serenissima Repubblica di Venezia, attraverso la famiglia dei Contarini fece erigere il centro abitato di Vo' Vecchio che fu sede del Comune fino al 1900.
Nel 1902 per ragioni logistiche gli uffici comunali furono trasferiti a Vo' Centro, nuovo capologo e sistemati nella Ca' Erizzo dove si trovano tuttora.
Il primo marzo 1933 per disposizione della Giunta Provinciale di Padova, quello che prima era chiamato Ca' Erizzo, si chiamò semplicemente Vo'.

Le frazioni sono Boccon, Cortelà, Vo' Vecchio e Zovon.
Si trovano a Padova documenti antichi che parlano di Boccon, Cortelà e Zovon prima dell'anno mille.
A Zovon fu scoperta una lapide romana e pare che il paese derivi il suo nome da un tempio dedicato alla dea Giunone.
Il dio Bacco, da cui trasse il nome, sarebbe stato il protettore di Boccon nel quale fin da età remote è coltivata la vite. "Curtis-lata", cioè Corte grande era la denominazione antica di Cortelà il cui territorio offre panorami stupendi.
Vo' Vecchio è un piccolo centro che rappresenta uno dei più alti esempi di urbanistica organizzata sull'impiantio di una villa veneta, Villa Contarini, poi Venier, da cui prese il nome successivamente passata agli Emo Capodilista per divenire infine proprietà comunale. L'amenità dei luoghi ha favorito il sorgere di alcune ville che arricchiscono il patrimonio artistico del comune: Villa Ca' Paruta del XV secolo, Villa Venier del XVII secolo, Villa Ferro Ca' Lando del XV secolo, Villa Sceriman del XVI secolo, Ca' Morosini, Ca' Mariani del XVII secolo.

In Vo' sono ancora attive le cave di trachite la cui pietra dalle diverse colorazioni (grigio, azzurrino, verde o con striature di marrone), insensibile all'azione disgregatrice degli agenti atmosferici, fu usata nell'antichità per colonne, pavimentazioni, grasdinate, rivestimenti; ora viene usata spesso come elemento ornamentale che assurge quasi a vera opera d'arte per mano dell'artigiano scalpellino che a volte sa elevarsi al livello ed alla dignità dello scultore.

 

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